Corrispondenze

La peculiarità di quest’opera risiede innanzitutto nell’originalità del supporto utilizzato, ma anche nella tecnica realizzativa.
Si tratta di una lastra di vetro di grande formato montata su un telaio di metallo, che rimanda all’idea di finestra.
La superficie di vetro è stata lavorata su entrambi i lati: sul lato che rimane all’interno sono stati stesi i colori, uniformemente, in campiture a tinta unita, prive di sfumature. Sul lato esterno sono state tracciate le linee di contorno delle forme.
Lo sfondo consiste in un pannello di compensato rivestito con alcune pagine di un libro incollate, fissato sul telaio metallico dal di dietro.
Due linee dritte nere, una orizzontale e una verticale, vanno ad incontrarsi nei pressi del centro dell’opera e la dividono in tre aree.
Lo scopo è quello di scandire il ritmo dell’opera e di rompere l’equilibrio, creando maggior movimento. Oltre a rimandare ad un’idea di ortogonalità, perfezione e pulizia formale.
Se lo sfondo comunica staticità nell’adozione della semplice perpendicolarità e del bianco e nero della composizione, il primo piano trasmette movimento, vivacità e una certa estetica della bellezza, piuttosto classica nell’immaginario collettivo, come quella delle gambe delle donne.
La postura delle gambe, il loro accostamento e le tonalità scelte contribuiscono a comunicare l’esuberanza e il movimento, soprattutto nella parte inferiore. Nella parte superiore non manca invece una certa sensualità, espressa dall’accavallamento delle gambe e dai toni tutti sulla gamma del rosso (se non fosse per la sedia nera e le scarpe bianche).
E’ da notare anche la dinamica delle forme utilizzate nella composizione, principalmente tutta basata sul triangolo: le gambe accavallate, soprattutto quelle di destra con le ginocchia all’insù, rimandano al triangolo; quelle in movimento della parte centrale e inferiore richiamano anch’esse forme triangolari, come gli spazi tra le sei coppie di gambe sono mentalmente suddivisibili in triangoli; in ultimo il profilo dei piedi e delle scarpe décolleté è di nuovo triangolare.
E’ la logica delle linee spezzate insieme con quella dei toni accesi e pop che sembra dominare, fino a costituire il filo conduttore dell’opera.
Fanno parte della rappresentazione artistica anche i contorni delle ombre delle coppie di gambe che la luce proietta sullo sfondo bianco e nero, quindi fin dentro l’opera. Aspetto questo che difficilmente può essere colto nella fotografia dell’opera, che ha bisogno di ambientazione, di stare nello spazio per esprimere la sua potenza comunicativa. E’ soltanto dal vivo che l’osservatore può cogliere questa caratteristica, fondamentale per quest’opera. Ecco che un simbolo della bellezza femminile viene idealizzato due volte: prima attraverso una sua rappresentazione evidentemente antinaturalistica e poi nell’ombra della sua rappresentazione proiettata come su uno schermo. Uno schermo fatto da un mare di parole che serve cromaticamente in funzione dell’estetica dell’opera e concettualmente in funzione della sua poetica.
Le corrispondenze del titolo sono quindi ampiamente spiegate dall’infinito gioco di rimandi che emerge dall’opera: formali, cromatici, concettuali, filosofici, estetici. E’ un invito a riflettere sull’identità e sul valore della realtà che ci circonda e della sua rappresentazione.

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