Alla deriva

In quest’opera la ricerca dell’artista è focalizzata in primo luogo sulla sperimentazione degli effetti ottenuti attraverso l’utilizzo di tecniche e materiali eterogenei.
Una lastra di vetro montata su di un telaio metallico è stata usata come supporto per la stesura uniforme di uno smalto grigio allo scopo di ottenere uno sfondo neutro, oggettivo, impersonale.
Su questa superficie sembra galleggiare alla deriva una forma nera che non è dato sapere se si sta scomponendo o ricomponendo. Si percepisce chiaramente l’unitarietà della forma, che però risulta frammentata in dodici parti, come se fossero delle placche alla deriva di un’unica zolla tettonica.
Anche la realizzazione del primo piano costituisce una sperimentazione tecnica: si tratta di una tavoletta di legno tagliata in dodici pezzi tutti sagomati in modo diverso, sui quali prima sono stati fatti degli interventi pittorici che hanno dato più spessore e matericità e dopo sono stati dipinti di nero. I dodici pezzi sono stati infine fissati sul supporto di vetro.
La scelta del colore nero è motivata dalla gamma cromatica sulla scala dei grigi che domina l’intera composizione. Interessante anche il gioco di ombre che si crea tra il primo piano in rilievo e lo sfondo.

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