La Paina

E’ la rappresentazione di una donna ideale, colta di profilo, in un momento di immobilità. Se non fosse per quell’accenno di passo in avanti della gamba destra. La sensazione che suscita rimane comunque di immobilismo, ma non di congelamento. Dell’opera risultano significanti le tonalità dei colori e la rappresentazione in silhouette della figura femminile, perché al quesito dell’osservatore che si domanda che cosa ha voluto comunicare l’artista non è sicuramente facile rispondere, se si rimane sul piano dei soli contenuti. Qui è l’aspetto formale che conta ed è probabile che l’intenzione dell’artista sia stata quella di rappresentare la figura femminile in un modo diverso. Quindi la mano è gialla e l’anello e le unghie sono blu, i capelli sono nerissimi, i pantaloni sono blu senza nessuna sfumatura, così come le scarpe sono rosse e il pullover turchese; il volto non si vede.
L’insieme emerge da uno sfondo che va dal rosso più intenso nella parte superiore al marrone nella parte inferiore.
Insomma se c’è una parola per descrivere quest’opera è antinaturalismo.
Questa donna è l’incarnazione del concetto di antinaturalismo nell’arte. Forse il messaggio dell’artista si ferma semplicemente qui in questo caso.
Anche il titolo qualifica una parola di genere femminile (si capisce subito dall’articolo “la”), che non allude a nessun significato preciso.
Ciò sta ad indicare una soggetto ideale di sesso femminile che serve all’autore semplicemente per esprimere una modalità di rappresentazione, caratterizzata appunto dall’antinaturalismo.

Lascia un commento