La vera sofferenza dell’artista

Un’opera dal grande formato, astratta, gestuale, istintiva: tre aggettivi che caratterizzano l’arte informale in maniera sintetica e puntuale, corrente in cui può essere inserito a tutti gli effetti questo lavoro.
La scelta del grande formato è motivata dall’esigenza di esprimersi in maniera libera, senza nessun tipo di freno inibitore. Le mani dell’artista hanno lavorato il supporto senza un’idea precisa di base se non quella di esprimere un’emozione, un sentimento, forse ancor di più uno stato d’animo.
Il movimento e l’emergere del gesto pittorico contribuiscono a dare unitarietà all’opera e ne costituiscono il filo conduttore.
Anche se c’è sottointeso uno studio compositivo geometrico, evidente innanzitutto nell’ortogonalità del reticolato, costituito da 20 tavole di legno uguali giustapposte l’una all’altra che, una volta fissate insieme, vanno a formare il supporto dell’opera.
L’azione pittorica si svolge su questo campo ligneo senza nessuna regola predeterminata. Tutto sfocia impulsivamente dall’anima magmatica dell’artista che riversa uno stato d’animo all’esterno, come fosse un miscuglio di colori.
Il quadro nonostante ciò, rimane equilibrato nella composizione e armonico dal punto di vista cromatico. C’è un segno nero su fondo argento e verde che serve a catturare in maniera quasi magnetica lo sguardo dell’osservatore. Da qui l’occhio segue le linee e i segni tracciati dall’artista e si fa trasportare senza guida, costruendosi un percorso personale per ogni osservatore. In questo momento viene lasciato spazio all’interpretazione di chi guarda, all’interrogazione sul messaggio artistico e contenutistico dell’opera, all’emergere di sensazioni e stati d’animo diversi per ognuno.
Manca uno studio sulle forme geometriche, le linee sono principalmente curve e non ci sono volumi, perché l’interesse dell’autore non è focalizzato su questo.
La composizione è costruita esclusivamente con la linea e il colore: si delineano due aree simmetriche tagliate in diagonale da sinistra in basso a destra in alto. A sinistra dominano toni più freddi (nero, grigio, argento, verde, bianco); a destra toni più caldi (principalmente rosso e giallo).
Questa caratteristica emerge da sé, nel senso che difficilmente l’artista ha riflettuto prima sull’impostazione cromatica della composizione.
Infine il titolo allude probabilmente allo stato d’animo in cui si trovava l’artista nel momento della realizzazione del quadro e indica all’osservatore una strada per una possibile interpretazione. Ma è soltanto una delle tante.
Rimane un’opera aperta, dai molti interrogativi e dalle poche risposte.

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